Folklore

Iskultone, il drago della Sardegna

Ho sempre avuto un debole per tutto ciò che riguarda la mitologia e le leggende. Chi appartiene alla Sardegna sa molto bene quanto questa terra sia intrisa di fascino. Un fascino antico che proviene da sinistre leggende popolari e miti che si perdono in eoni senza nome. Nella lingua sarda il termine leggenda viene detto “Paristoria“.

Oggi dunque, voglio raccontarvi la paristoria da cui prende nome il mio blog, l’angolo di Iskultone.

Il termine nell’immaginario collettivo sardo si associa ad una creatura fantastica, di solito ad un rettile di grandi dimensioni simile al basilisco delle leggende greche ed europee. Secondo la tradizione l’Iskultone non è altro che un geco comune (tarentola mauritanica o tarantola muraiola) cresciuto a dismisura dopo aver passato dieci anni a dormire sotto terra.

32243715754_c9d7991479

Foto di Jessica Peruzzo per sua gentile concessione.

Per via delle diverse differenziazioni fonetiche presenti nei dialetti della lingua sarda, a sua volta anche l’Iskultone acquisisce diversi nomi in base al territorio in cui ci si trova. Perciò in alcuni luoghi l’appellativo si trasforma in iskultòne, iskurtòne, skurtsòne, skruttsòni, iscuttone, scorzone e scultone.  Tutti questi pseudonimi sembrano derivare dalla stessa matrice latina, ossia “curtio”, come spiegato nello scritto di antropologia “Il Serpente nella cultura tradizionale della Sardegna” di Andrea Mulas.

Si narra che stanziasse in zone umide e paludose, lungo i corsi d’acqua, e nelle grotte. la leggenda vuole che l’iskultone fosse capace di uccidere all’istante chiunque incrociasse gli occhi con lui. Un po come Medusa, che invece trasformava i corpi in pietra. In alcune zone, i pastori sardi credono che l’incontro con un iskultone può finire soltanto in due modi. L’uomo si potrà salvare soltanto se riesce a guardarlo per primo. Viceversa, subirà un fatale destino, con il volto corroso dal veleno che si gonfierà sino ad esplodere.

 

Si racconta che l’iskultone diventa tale soltanto dopo aver passato dieci anni nascosto nel sottosuolo. In seguito esso fa la sua ricomparsa con delle sembianze enormi. In alcune storie viene addirittura raffigurato come una sorta di drago a sette teste dotato di ali, in altre come un enorme lucertola dalla coda di bronzo che si reca al pascolo a tarda notte in cerca di bestiame da divorare.  Esistono dei palesi parallelismi con le storie provenienti da altri luoghi al di là della Sardegna. Alcuni lo associano al basilisco romano, altri ad un serpente come nel caso dell’aspido sordo, animale originario del folklore trentino.

vivern_by_furyon1989

Questa paristoria è stata quasi del tutto estirpata con l’avvento del cristianesimo in Sardegna, come spiega la scrittrice Claudia Zedda nel suo splendido libro “Creature fantastiche della Sardegna“. Secondo alcuni fu proprio San Pietro, che tramite l’aiuto divino riuscì a sconfiggere l’abominevole creatura e rimandarla nelle profondità degli inferi. Difatti la misteriosa voragine del Golgo detta anche “Su Sterru” rappresenterebbe ipoteticamente parlando il luogo in cui fu ucciso l’Iskultone.

L’allegoria è piuttosto chiara: S’Iskultone rappresenterebbe il paganesimo, e la sua morte nient’altro che l’avvento di una nuova religione. Nonostante ciò la leggenda continua a esistere, e col mutare dei tempi è passata di bocca in bocca sino ai giorni nostri, mostrandoci la prova di quanto le nostre radici siano ancora ben avviluppate nel profondo del nostro animo.

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...